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CELLULITE E FITNESS
La Cellulite è sempre esistita, anche se solamente in tempi moderni ha assunto connotazioni tali da divenire l’emblema dell’inestetismo femminile per eccellenza.
Quando si affronta il tema Cellulite bisogna innanzitutto saperla riconoscere e differenziarla da altri 2 stati, che possono più o meno essere correlati, ma che comunque sono indipendenti da essa:
- Struttura Ossea Ginoide (SOG), che è causata semplicemente da una disarmonia tra diametri bi-omerali (<) e bi-trocanterici (>) senza evidenti segni di alterazioni metaboliche o tessutali;
- Adiposità Distrettuale (AD), che consiste in una ipertrofia (aumento delle dimensioni) e/o iperplasia (aumento del numero) degli adipociti (cellule grasse) localizzati nelle zone di fianchi, glutei e cosce.
Il termine medico della Cellulite è Panniculopatia Edemo Fibro Sclerotica (PEFS), cioè un alterazione più o meno infiammatoria (in base al suo grado) del pannicolo adiposo sottocutaneo. Le cause patogenetiche sono certamente diverse, anche se il fattore principale è l’alterazione del micro ciclo circolatorio a livello dei capillari sanguigni e linfatici, dove gli scambi vascolo-tessutali vengono alterati da un aumento della permeabilità delle pareti ( con conseguente aumento di deposito di scorie connettivali, che in una situazione ottimale sarebbero espulse dal sistema linfatico). Un fattore aggravante è poi l’ ipertrofia degli adipociti, dovuta ad uno squilibrio delle normali proporzioni tra i meccanismi di accumulo dei grassi e di smaltimento dei depositi lipidici (causa dell’ingrassamento), che va a peggiorare ulteriormente gli scambi della microcircolazione. A tutto ciò, nel caso della donna, si aggiunge la difficoltà di mobilizzare il grasso a livello gluteo femorale, a causa dell’influenza stimolante degli estrogeni sull’enzima LPL (Lipo Protein Lipasi) responsabile del trasporto degli acidi grassi dai vasi agli adipociti. Inoltre gli estrogeni sono responsabili dell’aumento della ritenzione idrica e dell’ipotiroidismo periferico (poiché incrementano il legame degli ormoni tiroidei T3 e T4 alle proteine di trasporto, riducendo l’attività degli stessi ormoni e quindi rallentando il metabolismo). Per cui risulta chiaro come, per le sue caratteristiche anatomo-fisiologiche, la donna sia maggiormente predisposta alla Cellulite, ma per fattori alimentari, negli ultimi tempi si è vista una discreta diffusione della Cellulite anche tra gli uomini.
FATTORI PREDISPONENTI.
Sono di tre tipi:
- Primari, che costituiscono la base dello sviluppo della Cellulite, e sono di carattere genetico-costituzionale (recettoriali, circolatori, osteo-muscolari, riproduttivi, estetico-culturali);
- Secondari, che sono di carattere ormonale o neuro-vegetativo. Gli estrogeni (ormoni tipici femminili) hanno un forte potenziale di rischio di insorgenza della Cellulite (cosi come l’uso della pillola anticoncezionale a base di estrogeni). Il cortisolo invece agisce sull’aumento della Liposintesi (tramite la stimolazione dell’aumento di glicemia ed insulina);
- Terziari, che possono essere determinati geneticamente oppure acquisiti e derivano da fattori alimentari (iperinsulinismo ed eccessivo apporto di lipidi), digestivi (epatico-intestinali), osteo-muscolari (iperlordosi lombare, valgismo, piattismo), circolatori (varicosità, insufficienza venoso-linfatica), e di abitudini e stili di vita.
COME RICONOSCERLA.
Esistono due tipi di manifestazione della Cellulite:
- PEFS compatta, interessa le donne in buono stato fisico ed è localizzata su cosce e glutei. Alla palpazione, la pelle appare secca con le tipiche granulazioni, mentre al di sotto è rilevabile una massa dura che non si sposta con il cambiamento della posizione del corpo ed è dolente a causa della compressione che le zone cellulitiche esercitano sulle strutture sottostanti;
- PEFS molle, compare normalmente dopo i 40 anni di età ed interessa cosce e braccia. Essa può evolvere dalla precedente oppure presentarsi come forma primitiva. La pelle, alla palpazione, risulta fredda, asciutta ed avverte una uniforme pastosità superficiale ma con noduli in profondità. Il sottocutaneo è poco dolente e si muove al cambiamento della posizione. Spesso è accompagnata da telengectasie (a livello capillari) e microvarosità; di frequente appaiono anche strie e smagliature. Laddove vi sia una marcata componente edematosa è possibile ritrovare il segno della “fovea”, ovverosia la permanenza di una depressione dopo una marcata pressione digitale sulla zona colpita.
Entrambe, dal momento in cui si instaurano, in base alla incidenza più o meno marcata dei fattori predisponenti ed aggravanti, attraversano diversi stadi che vanno da una fase iniziale (con una maggiore componente liquida) a quella avanzata (con una forte componente fibrosa rilevabile anche al tatto).
COME AFFRONTARLA.
Per la complessità delle cause che la originano, altrettanto complessa ed articolata deve essere la strategia di azione, la quale deve prevedere diversi componenti che interagendo tra di loro possono portare alla attenuazione od alla scomparsa del problema. Ovviamente sia l’intensità della “terapia” che il risultato sono in funzione della fase in cui la si affronta, nel senso che si passerà da una terapia più semplice (allenamento, alimentazione, integrazione fitoterapica, massaggi linfodrenanti), con maggiore possibilità di risultati, quanto meno è evoluta e consolidata, ad una più complessa di carattere medico nelle fasi più avanzate. Certamente la prevenzione è la prima vera cura, bisogna cercare quindi che non si instaurino tutte quelle condizioni che determinano l’evoluzione della Cellulite, ma d’altra parte è fondamentale avere la consapevolezza che non è mai troppo tardi per iniziare, e prima di ricorrere alla chirurgia estetica (che comunque non risolve definitivamente il problema!), con un minimo di impegno e fiducia nelle proprie capacità, la si può affrontare da un lato più salutistico e duraturo!
Un corretto e personalizzato programma di allenamento, andando ad agire direttamente su tutti quelli che sono i fattori predisponenti terziari (osteo-muscolari, circolatori e metabolici), ed abbinato ad un adeguato programma alimentare, anche se spesso trascurato, è di importanza fondamentale!
by Maestro Emilio Troiano
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