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PERSONAL TRAINER E ARTI MARZIALI
Le arti marziali e gli sport da combattimento in genere, si differenziano dagli altri sport per il contatto fisico con l’avversario finalizzato spesso a renderlo inoffensivo. E proprio questa peculiarità che spinge l’atleta all’annullamento del suo sfidante, lo porta a confrontarsi con questi a livelli estremi, dove ogni particolare può fare la differenza, dalla velocità alla potenza, dalla tecnica alla resistenza, dall’aggressività all’autocontrollo e così via. Per cui, per la complessità dei fattori che interagiscono in esso, al fine di risultare efficace, ogni sport da combattimento necessita di una altrettanto complessa ed articolata preparazione fisica, l’unica in grado (se ben calibrata), di portare l’atleta a confrontarsi nel contatto col suo avversario, tirando fuori tutte le sue “armi”, le sue qualità che altrimenti rischiano di rimanere nascoste.Il quadro prevede qualità:
- FISICO-ORGANICHE:
- MOBILITA’ ARTICOLARE ED ELASTICITA’;
- RESISTENZA SPECIFICA (RESISTENZA AEROBICA E RESISTENZA ANAEROBICA);
- POTENZA ESPLOSIVA (FORZA + VELOCITA’).
- TECNICO-TATTICHE e PSICHICHE:
- COORDINAZIONE;
- REATTIVITA’;
- INTELLIGENZA TATTICA;
- DETERMINAZIONE;
- CAPACITA’ DI CONCENTRAZIONE.
Ovviamente tali qualità, essendo estremamente soggettive, vanno allenate con un programma altrettanto individualizzato sul soggetto, e se da un lato è fondamentale la preparazione del Maestro dell’ arte marziale/sport da combattimento, che curerà ad personam le qualità tecnico-tattiche e psichiche, dall’altra parte è molto importante il lavoro altrettanto personalizzato del Personal Trainer sulle qualità fisico-organiche. Proprio per questo il primo passo nella programmazione dell’allenamento è quello di stabilire il grado di preparazione atletica iniziale dell’atleta in modo da avere un preciso punto di riferimento su cui impostare tutto il lavoro personalizzato. A tal fine l’atleta deve essere sottoposto a dei semplici test di valutazione motoria che vadano ad estrinsecare le condizioni di partenza delle qualità da raggiungere col programma di preparazione atletica. Tali test, essendo indici di una specifica funzionalità motoria, oltre per la importanza nella valutazione dello stato di forma iniziale, ripetuti periodicamente sono inoltre molto importanti poiché indicano miglioramenti, stabilizzazione o regressione dell’allenamento.
A questo punto, ottenuti i riferimenti soggettivi sulle qualità dell’atleta, si può passare allo sviluppo di queste qualità, ma anche se sono qualità che interagiscono fortemente tra di loro e molto spesso vengono lavorate in simbiosi tra loro, per essere elevate devono seguire un’adeguata periodizzazione dell’allenamento, finalizzata al raggiungimento del “Top”della forma, che può essere identificato con la gara.
Infatti questa programmazione, oltre che dei parametri motori iniziali, e dei limiti fisico-strutturali dell’atleta, deve tener conto anche del suo obiettivo finale(che sia una gara, un passaggio di cintura o semplicemente il miglioramento delle proprie condizioni) e di quanto tempo manca a tale obiettivo. Ovviamente più tempo si ha a disposizione, più il programma può essere opportunamente articolato a vantaggio di un minore stress psico-fisico per l’atleta stesso.
| 1. |
Innanzitutto bisogna concentrarsi su tutte quelle che sono le fondamenta (mobilità articolare, elasticità, resistenza) di quella che deve essere una struttura solida e capace a sua volta di tenere una condizione fisico-atletica che man mano si arricchirà di contenuti sempre maggiori e più intensi (forza, esplosività, coordinazione, destrezza), non dimenticando però il mantenimento delle qualità acquisite durante lo sviluppo delle successive: |
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a. |
Il primo passo è quindi un condizionamento generale della struttura dell’individuo, focalizzata sulle sue qualità fisico-organiche di base ( capacità cardio-vascolare, mobilità articolare ed elasticità, risveglio del tono muscolare); |
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b. |
A questo punto, condizionato l’organismo, passeremo ad un lavoro più mirato sulla RESISTENZA SPECIFICA da sviluppare in funzione della disciplina/arte marziale . Questa consiste nel rapporto tra RESISTENZA AEROBICA e RESISTENZA ANAEROBICA.A tal fine: |
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La RESISTENZA AEROBICA, va calibrata in funzione della durata del recupero tra un round e l’altro in modo da consentire di pagare il debito d’ossigeno contratto durante il round, e prepararsi ad affrontare al massimo il round successivo e deve essere mirata quindi al miglioramento della funzionalità cardio-circolatorie in modo da avere un maggior valore Vo2 Max (massimo consumo di ossigeno nell’unità di tempo). |
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La RESISTENZA ANAEROBICA, va calibrata in funzione della durata del round in modo da alzare quanto più possibile la Soglia Anaerobica e la conseguente intensità del combattimento, senza andare in debito d’ossigeno. |
| 2. |
Continuando il lavoro sulla resistenza specifica e non trascurando mai la mobilità articolare e l’elasticità muscolo-tendinea (con una buona dose di stretching), altre due qualità fondamentali per il “Guerriero” su cui concentrarsi sono la FORZA (intesa come capacità muscolare di vincere una resistenza) e la VELOCITA’ (intesa come capacità di contrazione ed allungamento sincronizzata tra muscoli agonisti ed antagonisti, in tempi brevissimi), che insieme concorrono a costituire quella che diventa determinante nella gestione delle azioni (combinazione di movimenti e colpi) finalizzate alla neutralizzazione dell’avversario, la POTENZA ESPLOSIVA. E quì è da sfatare il mito che il lavoro con i pesi (indispensabile per lo sviluppo della forza), rallenta la velocità dei colpi. |
Sviluppato con un appropriato protocollo di lavoro (interazione tra % di sovraccarico in base al massimale, serie, ripetizioni, velocità d’esecuzione, tempi di recupero, scelta degli esercizi e combinazione con altri), il lavoro con i sovraccarichi è l’unico in grado di stimolarele fibre muscolari bianche, quelle che regolano la potenza, la velocità e la esplosività dei movimenti e dei colpi in un’azione di combattimento.
by Maestro Emilio Troiano
DIFESA PERSONALE
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